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Questo
intervento consiste nel
creare delle fasce piene in prossimità dell'appoggio
arretrando gli elementi di alleggerimento.
La larghezza dell'area
di calcestruzzo viene determinata dal
soddisfacimento delle condizioni di verifica,
in maniera tale che nel punto di cambio di
sezione, le tensioni prodotte dagli sforzi
di momento flettente siano inferiori a quelle
ammissibili.
E' buona norma contenere la
dimensione massima della fascia piena ad un
valore
prossimo allo spessore dell'impalcato. |
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| SFALSAMENTO
DEI GIUNTI DEI BLOCCHI IN LATERIZIO (SE COLLABORANTI)
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Nel
caso di alleggerimento
costituito da blocchi in laterizio,
è opportuno effettuarne
la posa sfalsando tra loro quelli delle
file adiacenti.
Evitando l'allineamento dei giunti tra un
blocco e l'altro, si ottengono delle sezioni
che offrono maggiore resistenza agli sforzi
tangenziali.
Tale disposizione impedisce infatti la soluzione
di continuità per una sezione ortogonale all'orditura
del solaio e permette di incrementare le prestazioni
di rigidezza e taglio del solaio. |
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| LE
NERVATURE TRASVERSALI DI RIPARTIZIONE
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In
presenza di carichi
concentrati o agenti trasversalmente all'orditura
è necessario prevedere opportune
nervature di ripartizione.
Le tramezzature
ad es. generano carichi concentrati che possono
creare lesioni o deformazioni indesiderate.
Per ovviare a ciò è necessario prevedere
elementi strutturali trasversali in grado
di assicurare la necessaria ripartizione.
La realizzazione di tali "corree
di ripartizione" genera un comportamento
a piastra dell'impalcato e risulta utile anche
nel caso di campiture di solaio adiacenti
con luci diverse. |
Infatti
nella linea di confine tra le due zone con differenti
caratteristiche di inflessione, si creano delle
tensioni elevate con conseguente lesione degli elementi
di alleggerimento.
Solitamente vengo predisposte una
o due nervature trasversali, dotate di armatura
simmetrica e costante (in genere 4ø12) in
abbinamento con una staffatura di diametro minimo
6 mm e passo non inferiore a 25 cm.
Il fondo della correa
può essere realizzato con elementi di alleggerimento
ribassati o con dei fondelli speciali in grado di
contenere il getto di calcestruzzo.
L'inserimento di nervature trasversali nei solai
a pannelli risulta particolarmente complicato in
quanto occorre prevederne in fase di produzione
la posizione corretta, inserendo i blocchi di laterizio
di altezza ridotta.
La normativa prevede che, nel caso di solaio
con luci superiori a 4.5 m, debba essere predisposta
una cappa di completamento di almeno 4 cm di spessore,
dotata di un'armatura di ripartizione pari ad almeno
3ø6 per metro o al 20% dell'armatura longitudinale
all'intradosso.
Tali strutture sono necessarie per assorbire eventuali
azioni ortogonali alle nervature principali. Nel
caso di solai rasati con luci superiori a 4.5 metri,
la normativa obbliga ad inserire almeno una correa
di ripartizione (DM 09/01/96 punto 7.1.4.6).
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Prima di
effettuare il getto
di calcestruzzo di completamento
è necessario bagnare gli alleggerimenti
in laterizio e le tavole di casseratura
in modo da evitare che assorbano acqua dall'impasto
cementizio.
Il conglomerato deve essere studiato in
modo da non presentare nidi di ghiaia o
segregazione. Il diametro massimo degli
inerti solitamente non supera i 15 mm, e
comunque non deve superare né una quota
pari ad un quinto dello spessore minimo
della nervatura, né la distanza netta minima
tra le armature.
Il getto
deve essere eseguito in maniera tale da
avvolgere completamente
le armature, ed essere vibrato e costipato,
impedendo così il formarsi di sacche d'aria
e consentendo di ottenere una perfetta aderenza
con gli alleggerimenti ed il manufatto prefabbricato.
E' buona norma eseguire la fase di getto
in contemporanea per travi e solai, partendo
dalle strutture portanti per poi passare
alle nervature del solaio (iniziando dagli
appoggi ) e alla eventuale cappa.
E' importare compattare con cura il getto
utilizzando, se necessario, appositi vibratori
e costipatori.
Nel caso non fosse possibile un getto contemporaneo
e continuo, le interruzioni devono avvenire
in aree sottoposte a sollecitazioni minime
(momento flettente minore).
Se il getto viene effettuato in situazioni
climatiche particolari, occorre seguire
alcuni accorgimenti:
- con temperature
piuttosto elevate
bisogna coprire i solai con teli umidi
e bagnarli ripetutamente anche nei giorni
successivi al getto, per evitare un essiccamento
troppo repentino della parte superiore
- in caso di clima
rigido è consigliabile sostituire
parte dell'acqua dell'impasto cementizio
con appositi additivi fluidificanti in
modo da ridurre i rischi di possibili
gelate
- in condizioni di temperatura
estreme occorre utilizzare sacchi,
teli o altri elementi similari per proteggere
dal freddo il getto.
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La
fase di disarmo deve essere effettuata nel
momento in cui il
calcestruzzo ha raggiunto una resistenza
tale da assorbire efficacemente le sollecitazioni
ed i carichi prodotti dalle successive attività
di cantiere.
Tale procedura deve essere avviata dal Direttore
dei Lavori che ha anche il compito
di controllarne la corretta esecuzione.
Il disarmo
deve essere svolto gradualmente, evitando
che eccessive azioni dinamiche causino lesioni
alla struttura.
E' buona norma procedere con ordine, eliminando
inizialmente i puntelli intermedi, poi quelli
posti alle testate ed infine le strutture
provvisorie su cui poggiano le travi o gli
elementi portanti in genere.
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E'
consigliabile prevedere già in fase
di progettazione dell'impalcato gli
eventuali passaggi per gli impianti idraulici
e termici in modo da non compromettere successivamente
la stabilità e la resistenza della struttura.
Per quanto riguarda i solai
a travetti, è possibile ricavare delle
aperture rimuovendo i blocchi di laterizio
dalla posizione desiderata, dopodiché occorre
rinforzare i lati del foro con nervature di
bordo in calcestruzzo armato.
Così facendo si ottengono "asole" di larghezza
pari a quella dell'elemento di alleggerimento
e con lunghezza massima pari alla luce del
solaio.
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E'
necessario comunque bilanciare la diminuzione
della sezione resistente incrementando l'armatura
delle nervature adiacenti al foro.
Nel caso di aperture
con larghezza maggiore dell'interasse del
solaio, occorre realizzare delle nervature
trasversali in grado di sorreggere i travetti
interrotti e di distribuire le sollecitazioni
prodotte sui travetti interi laterali: spesso
questi ultimi vengono raddoppiati in modo
da aumentare la resistenza della struttura.
Per le lastre tralicciate
invece, le forometrie
vengono progettate ed eseguite direttamente
in stabilimento sagomando l'elemento in maniera
opportuna. Le aperture
vengono in seguito delimitate da cordoli e
nervature di ripartizione, che hanno il compito
di distribuire le sollecitazioni dovute alla
discontinuità della sezione resistente sulle
lastre laterali contigue. |
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Alcune procedure
da applicare in particolari situazioni statiche
e strutturali dell'impalcato:
a) E' consigliabile
far appoggiare gli impalcati sulle strutture
portanti in maniera adeguata.
Per i solai a travetti,
l'appoggio deve essere di almeno 5 cm, sia
su travi in c.a. che su muratura, mentre
nel caso di ristrutturazione è consigliabile
appoggiare 20 cm sulle strutture esistenti.
Per solai a lastre
o pannelli, ove risulti problematico
fare
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appoggiare l'elemento, occorre dimensionare
le armature inferiori in modo tale che si
ancorino efficacemente alla struttura portante
ed eventualmente inserire delle barre di ammaraggio
in grado di assorbire le sollecitazioni di
taglio.
Nelle ristrutturazioni in cui risulta impossibile
realizzare dei cordoli in prossimità dell'appoggio
dei solai, è opportuno creare degli agganci
che colleghino l'impalcato alla struttura
portante.
Tale sistema viene implementato creando delle
brecce sulla muratura (in corrispondenza
delle nervature e distribuite in maniera uniforme
parallelamente all'orditura) che si collegano
alla rete elettrosaldata presente nella cappa
del solaio tramite dei ferri piegati a "coda
di rondine" con diametro pari a 8-10 mm.
b) In presenza
di due campate adiacenti e con medesima orditura,
i due travetti in continuità rispetto all'appoggio
devono essere allineati ed armati in modo
tale da realizzare una effettiva continuità
strutturale
c) La
continuità, in presenza di uno sbalzo,
viene realizzata prolungando l'armatura della
mensola all'interno della campata adiacente:
ancorando in tal modo le barre, si otterrà
anche l'assorbimento delle sollecitazioni
negative della campata
d) Nel caso
di sbalzi con orditura
perpendicolare a quella dell'impalcato della
campata contigua, occorre prolungare
l'armatura dello sbalzo oltre l'appoggio e
all'interno della cappa del solaio di campata
per almeno due interassi.
E' possibile, inoltre, utilizzare dei blocchi
ribassati nella prima fila di interposti del
solaio di campata in prossimità dello sbalzo.
Questo consente di ottenere una maggiore rigidità
strutturale ed un migliore ancoraggio delle
barre integrative al negativo
e) Può capitare
di dover creare delle
zone di impalcato in pendenza per contribuire
al funzionamento degli impianti idraulici.
In tal caso è possibile realizzare dei solai
ribassati utilizzando interposti di altezza
minore o riducendo lo spessore della soletta
di completamento. Così facendo si ottengono
aree di impalcato con sezioni resistenti ridotte,
quindi è d'obbligo effettuare delle verifiche
locali
f) Nel caso
in cui sia necessario creare
delle pendenze per il deflusso dell'acqua
piovana verso dei punti particolari,
è consigliabile far decrescere lo spessore
della cappa in calcestruzzo fino a valori
prossimi allo zero; l'utilizzo di blocchi
collaboranti in queste situazioni risulta
essere un requisito indispensabile
g) Un'altra
alternativa per risolvere il problema
delle pendenze è la posa in opera del
solaio con intradosso inclinato, anche se
naturalmente, l'incidenza dei costi di posa
aumenta notevolmente
h) La soluzione
ideale, comunque, consiste nella creazione
di aree inclinate agendo unicamente sul sottofondo
dell'impalcato in maniera tale da non intaccare
la struttura prefabbricata. |
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| ERRORI
DA EVITARE E PRECAUZIONI |
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Ecco
una serie di indicazioni
utili al progettista e al Direttore dei Lavori
o di cantiere:
a) Lo
stoccaggio dei manufatti deve avvenire
in maniera corretta per evitare possibili
fessurazioni o rotture. In
fase di movimentazione gli elementi
prefabbricati non devono essere capovolti,
in quanto subirebbero sollecitazioni non previste
in fase di progettazione, che potrebbero causarne
la rottura
b) In fase
di puntellazione è buona norma posizionare
i rompitratta su superfici solide e sicure,
inserendo tra i puntelli ed il terreno degli
elementi di supporto in maniera da aumentare
la superficie d'appoggio.
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E'
opportuno, inoltre, utilizzare un puntello
dimensionato adeguatamente, evitando di sovrapporre
più rompitratta per raggiungere l'altezza
desiderata
c) Se
si utilizzano delle reti
di ripartizione con maglia asimmetrica
è consigliabile disporre i ferri con diametro
maggiore (o la maglia con interasse minore)
in posizione ortogonale rispetto all'orditura
dell'impalcato
d) La posizione
delle forometrie deve essere stabilita
prima di effettuare il getto di completamento
del solaio in maniera tale da poter rinforzare
il perimetro dei fori ed inserire delle |
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casseforme
in base alle indicazioni del Direttore dei
Lavori.
Da evitare la creazione di fori in seguito
all'indurimento del calcestruzzo
e) Durante
il montaggio dell'impalcato
occorre evitare la formazione
di elevati carichi concentrati per non sollecitare
in maniera sconsiderata le strutture e le
opere di sostegno provvisorie con conseguente
deformazione o rottura del solaio
f) In
fase di disarmo è
necessario evitare di generare sollecitazioni
non previste dalle condizioni di calcolo
della struttura
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g)
Le tramezzature
ed i tamponamenti devono
essere realizzati solo dopo aver rimosso
la puntellazione provvisoria: in caso contrario
l'impalcato si troverebbe in una condizione
statica diversa da quella di progettazione
che potrebbe portare, in seguito al disarmo,
a fessurazioni indesiderate
h) Durante la posa
in opera di solai a travetti con interposto
in laterizio, è necessario predisporre
dei percorsi pedonabili tali da evitare
accumuli di carico
i) Per
i solai a travetti
è buona norma iniziare la posa con un travetto
a ridosso del muro parallelo all'orditura.
Iniziando con un blocco in laterizio, questo
potrebbe lesionarsi in quanto non è in grado
di seguire le deformazioni del solaio. E'
consigliabile, inoltre, irrigidire tali
zone inserendo, ad esempio, un cordolo trasversale
o, in casi limite, un giunto strutturale
j) Normalmente
in fase di progettazione
il sovraccarico permanente sui solai viene
incrementato in modo da compensare le sollecitazioni
generate dalle tramezzature, la cui posizione
esatta non può essere identificata preventivamente.
Dato che questi carichi agiscono però in
maniera puntuale e non distribuita, è opportuno
considerare la diversa inflessione dell'impalcato
rispetto alle zone adiacenti ed il rischio
di punzonamento nel caso in cui il carico
agisca parallelamente all'orditura. E' possibile
risolvere il problema inserendo delle corree
di ripartizione o aumentando lo spessore
della cappa in calcestruzzo
k) E' consigliabile
alternare l'orditura
degli impalcati tra un piano e l'altro.
Questa procedura, molto importante nel caso
di costruzioni in muratura portante, consente
un utilizzo omogeneo delle strutture ed
un collegamento efficace tra tutti i setti.
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